Casi di studio

Marco e i problemi di attenzione e rendimento

Uno dei primi casi di studio è quello di Marco. Marco è un bambino che frequenta la 3a classe di Scuola Primaria. Quando si è rivolto a me aveva problemi di attenzione e di rendimento in classe.

I suoi genitori non riuscivano a capire perché andasse malvolentieri a scuola. Soprattutto le maestre faticavano a farlo migliorare nel rendimento. Dato che la sua grafia non migliorava, anzi, quando c’era da scrivere Marco trovava sempre delle scuse per giustificare la sua “brutta” grafia (Foto “Prima”).

Abbiamo cominciato con un lavoro personalizzato sulla postura e sull’impugnatura e sul rilassamento muscolare. In pochi mesi abbiamo ottenuto, grazie anche al suo impegno, un buon miglioramento (Foto “Dopo”).

Migliorando la sua grafia è, di conseguenza, migliorato molto il suo rendimento scolastico.

Alex e l’adattamento in una nuova scuola

Il secondo esempio è Alex, anche lui di 3a classe di Scuola Primaria. In questo caso i problemi di Alex erano di adattamento alla nuova scuola causa il trasferimento del padre e, anche lui come Marco, di rigidità nei movimenti (Foto “Prima”).

Alex si è molto applicato anche con gli esercizi a casa, ottenendo così risultati soddisfacenti in tempi brevi. Ha acquisito più stima in se stesso e aiutato dalle maestre e dai suoi compagni ha migliorato anche il suo rendimento scolastico.

Dopo un anno di lavoro i risultati saltano all’occhio (Foto “Dopo”).

Un caso particolare: Davide e il bullismo

È un sabato pomeriggio e decido di andare a trovare una coppia di amici che abita fuori Milano. È tanto che non li vedo, sia loro che il loro figlio Davide. Quanti anni dovrebbe avere? Mi sembra quasi quattro, non ricordo bene. Hanno cambiato casa da non molto e devo dire che è molto bella.

Scambiati i saluti iniziali la mamma di Davide mi fa visitare la nuova casa, cameretta del bambino compresa. Ma è in studio che la mia attenzione si catalizza sui disegni di Davide appesi alle pareti. La mamma tutta orgogliosa mi chiede se mi piacciono e io in tutta sincerità devo dire che non li trovo affatto male. Parliamo naturalmente di “scarabocchi” ma un’analisi grafologica superficiale non mi fa scattare nessun campanello di allarme. Sì, vedo delle piccole “scariche” che si possono imputare a una sorta di accenno di rabbia ma non ci faccio molto caso. Quello che invece mi incuriosisce è quello che la mamma mi racconta perché non capisce come mai i disegni che porta a casa dall’asilo siano diversi rispetto a quelli che realizza in casa.

Le chiedo allora di farmeli vedere e subito mi balza all’occhio una differenza cromatica che fa scattare in me la curiosità di capire perché. È vero che a questa età (i disegni sono realizzati a 3,3 anni) l’esplorazione che il bambino fa sul foglio di carta non richiede mai l’uso di colori differenti, generalmente prevale la monocromaticità e quando c’è la possibilità di scegliere lo strumento scrittorio normalmente la scelta cade su quello che lascia una traccia molto più vistosa.

Io sono convinto, invece, che già a questa età il colore utilizzato sia in grado di darci segnali importanti.

Quando lasciamo libero il bambino di scegliere di fronte a diversi pennarelli colorati sono convinto che lui scelga in base allo stato d’animo di quel momento a meno che non abbia come consegna di rappresentare un soggetto legato alla realtà.

Dopo aver preso visione anche di alcuni disegni realizzati da Davide all’asilo, mi viene spontaneo dire a sua madre che il bambino non si trova assolutamente bene in quell’ambiente. I disegni fatti all’asilo sono cromaticamente molto diversi rispetto a quelli fatti a casa, ambiente in cui il bambino si sente, ovviamente, più protetto.

Accenno addirittura che potrebbe essere vittima di bullismo e che dovrebbe parlarne con le maestre.

Due disegni di Davide eseguiti all’asilo all’età di 3,3 anni. Il rifiuto, caratterizzato dal nero, è molto forte, accompagnato dal rosso che qui rappresenta più l’attività nervosa che non la vitalità.

Vedo che la mia amica sbianca in volto e resta stupita dal fatto che io abbia potuto fare una considerazione così precisa solo di fronte a pochi disegni del bambino.

In realtà, mi confessa, ci sono una serie di problemi che Davide ha con un suo compagno di asilo che continua a tormentarlo e lo ha preso di mira come vittima. La cosa si trascina da tempo e non riescono a trovare una soluzione se non quella di ponderare un trasferimento del bambino in un’altra scuola.

Durante quel periodo Davide era dimagrito 2 chili, soffriva costantemente di incubi e aveva cominciato a mangiarsi le unghie. Per non “sacrificare” più Davide e dargli la possibilità di vivere la sua evoluzione nel modo più sereno possibile il mio suggerimento è stato di prendere in seria considerazione il trasferimento.

Questi sono i disegni che Davide eseguiva a casa nello stesso periodo di quelli visti in precedenza. La scelta cromatica è decisamente differente anche se si notano sempre delle piccole “scariche nervose”.

Oggi Davide ha cambiato asilo, è un bambino sereno e la sua crescita grafo-motoria si è regolarizzata in modo di garantirgli uno sviluppo fisico, psichico e intellettuale completo e armonico.

Non ha più incubi e non si mangia più le unghie ma soprattutto i suoi disegni sono tornati a essere gioiosi e vitali come lui.

Questi disegni sono stati realizzati da Davide nell’asilo nuovo dopo il trasferimento. Anche qui la scelta cromatica denota la serenità conquistata con il cambiamento dell’ambiente.